Colle Fergiara-Pelosa
DISLIVELLO: 357 mtDIFFICOLTÀ: ESVILUPPO: 2,200 KmDURATA: circa 1h 35' all'andataSEGNALETICA: bandierine bianco-rosse L'itinerario conduce da Colle Fergiara alla cima del monte La Pelosa, attraverso un sentiero tematico dedicato al socio del CAI Luciano Porrazzini, tragicamente scomparso. Il primo tratto presenta al visitatore alcune specie di alberi tipiche dell'areale, tra cui il sorbo montano, l'acero di monte, il nocciolo, il faggio, grazie ad alcune chiare tabelle utili a scopo didattico. Ci troviamo, giova ricordarlo, all'interno della area Sic "Monte Pelosa Colle Fergiara", ovvero un Sito di Importanza Comunitaria, un ambiente degno di tutela come habitat di rilevante interesse naturalistico, corrispondente ai parametri stabiliti dalla comunità Europea e segnatamente alla direttiva Habitat. Il sentiero con rapidi zigzag risale un impluvio che attraversa per due volte, fino ad uscire in una radura. Il crinale, ricco di affioramenti di fossili di origine marina, di cui l'area di Polino è particolarmente prodiga, immette in uno stupendo lembo di faggeta. In una bellissima sella si incrocia il sentiero che sale dal Colle del Persico. Ancora un breve e suggestivo tratto di bosco accompagna al crinale sommitale, fino alla cima del monte La Pelosa (1635 mt. slm), massima elevazione della provincia ternana, contrassegnata dalla presenza di due croci metalliche. Si ammira un magnifico panorama sull'Appennino Centrale (M.ti Sibillini, Gran Sasso, M.ti della Laga), sul Terminillo, sui Monti della Valnerina, sulla montagna ternana. La stagione primaverile concede l'incontro con numerose specie floreali che decorano festosamente le estese superfici prative fino alla sommità. Tra le tante ci preme segnalare per la loro bellezza la Viola D'Eugenia, il Narciso dei Poeti, il Tulipano Montano, la Primula, le Genziane, le diverse specie di orchidee, il Bucaneve. Testi e foto a cura diAlessio SugoniGuida Escursionisticainfo@trekkinginumbria.itwww.trekkinginumbria.it   Attenzione. Il materiale pubblicato in questa sezione, costituito da foto, tracce GPS e brevi descrizioni degli itinerari, rappresenta un semplice suggerimento e non è assolutamente sufficiente per percorrere in sicurezza gli itinerari proposti. A tale scopo è indispensabile una personale esperienza nell'attività escursionistica, una idonea capacità di orientamento (anche strumentale), nozioni del primo soccorso ed eventualmente il ricorso alle figure professionali abilitate nell'accompagnamento. Pertanto il compilatore e l'Ente declinano qualsiasi responsabilità collegata all'utilizzo dei contenuti di questo sito.
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Polino Colle Fergiara
DISLIVELLO: 354 mtDIFFICOLT√Ä: ESVILUPPO: 3,800 KmDURATA: ¬†circa 1h 45' all'andataSEGNALETICA: segnavia ¬†bianco-rossi, non sempre evidenti ¬† L'itinerario necessita di esperienza escursionistica. Dalla piazza di Polino, si procede sulla strada provinciale in direzione di Colle Bertone ¬†e giunti nei pressi del cimitero si imbocca un sentiero sulla sinistra, ben segnalato da una tabella segnavia, che salendo con lievi tornanti, diviene una vera e propria mulattiera. Questa ¬†torna a lambire la strada provinciale gi√† menzionata, quindi sale comodamente fino ad incrociare la strada che collega la Provinciale di Collebertone a Leonessa tenendosi ¬†sempre alto rispetto al letto del Fosso Sargiola.¬†Attraversata la strada si imbocca un sentiero che segue fedelmente il letto del fosso ed il cui tragitto √® reso problematico per il grave degrado dovuto all'assiduo passaggio di motocicli. Da segnalare la ricchezza di specie arboree e arbustive presenti, tra cui l'acero di monte, l'orniello, la rosa canina, unitamente a conifere da rimboschimento, apprezzabile specialmente, per la variet√† di colori, nel periodo primaverile ed autunnale.¬†Progressivamente questa variet√† di specie cede il campo al bosco di faggio che diventa l'unica specie arborea presente quanto pi√Ļ ci si approssima alla fonte detta La Posta. Qui si deve prestare attenzione alla segnaletica, che invita ad una scelta:¬†si pu√≤ imboccare una strada sterrata che in breve conduce il localit√† Collebertone, presso una costruzione localmente nota come La Baita ed adibita a servizi di ricezione e ristorazione, dalla quale il sentiero prosegue per giungere la localit√† Prato Manente e da qui avanzare per il monte La Pelosa (vedere gli altri itinerari nella stessa sezione);¬†in alternativa, da Fonte La Posta si pu√≤ proseguire scorrendo alle spalle del Rifugio Cai N.Troiani e uscire dal bosco sulla strada provinciale in localit√† Colle Fergiara a quota 1278 mt. slm, raccordandosi con il "Sentiero Natura L.Porrazzini". ¬† Testi e foto a cura diAlessio SugoniGuida Escursionisticainfo@trekkinginumbria.itwww.trekkinginumbria.it Attenzione. Il materiale pubblicato in questa sezione, costituito da foto, tracce GPS e brevi descrizioni degli itinerari, rappresenta un semplice suggerimento e non √® assolutamente sufficiente per percorrere in sicurezza gli itinerari proposti. A tale scopo √® indispensabile una personale esperienza nell'attivit√† escursionistica, una idonea capacit√† di orientamento (anche strumentale), nozioni del primo soccorso ed eventualmente il ricorso alle figure professionali abilitate nell'accompagnamento.¬†Pertanto il compilatore e l'Ente declinano qualsiasi responsabilit√† collegata all'utilizzo dei contenuti di questo sito.¬†
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Polino Eremo S. Antonio
DISLIVELLO: 100 mtDIFFICOLTÀ: TSVILUPPO: 0,700 KmDURATA: 25' circa all'andataSEGNALETICA: parziale con segnavia bianco-rossi Il breve itinerario parte dalla bellissima piazza di Polino, per raggiungere un parcheggio retrostante il paese (tabella segnavia). Si procede attraversando il Fosso della Sargiola ed imboccando un facile percorso a gradoni(antica mulattiera) che dopo alcune svolte ci accompagna al bivio (girare a sinistra) per l'Eremo di S. Antonio. Si prosegue per facile percorso protetto da staccionata, prima in leggera salita, quindi in discesa fino al piccolo eremo scavato nella roccia, dedicato ai Santi Antonio da Padova e Antonio Abate, la cui origine risale al XII sec, mentre la facciata risale al XVI. Alessio SugoniGuida Escursionisticainfo@trekkinginumbria.itwww.trekkinginumbria.it Attenzione. Il materiale pubblicato in questa sezione, costituito da foto, tracce GPS e brevi descrizioni degli itinerari, rappresenta un semplice suggerimento e non è assolutamente sufficiente per percorrere in sicurezza gli itinerari proposti. A tale scopo è indispensabile una personale esperienza nell'attività escursionistica, una idonea capacità di orientamento (anche strumentale), nozioni del primo soccorso ed eventualmente il ricorso alle figure professionali abilitate nell'accompagnamento. Pertanto il compilatore e l'Ente declinano qualsiasi responsabilità collegata all'utilizzo dei contenuti di questo sito.
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Polino Prato Manente
DISLIVELLO: 390 mtDIFFICOLTÀ: ESVILUPPO: 5,500 KmDURATA:  circa 1h 50' all'andataSEGNALETICA: parziale, segnavia bianco-rossi   L'itinerario si svolge all'inizio lungo un percorso scalinato che è quanto resta di una antica mulattiera utilizzata per raggiungere i pascoli alti. Superato il bivio per l'Eremo di S. Antonio, si prosegue zigzagando su sentiero ben segnalato da segnavia di colore bianco-rosso, con bellissimi ed improvvisi affacci sul paese di Polino e sui monti Torrinara e Petano. Un'ultima svolta a destra ci immette nella strada asfaltata che collega Polino alla località Salto del Cieco ed alla città di Leonessa. Percorso un breve tratto di strada si giunge alla Fonte Moriconi dove si abbandona la strada per imboccare un sentiero, non sempre ben segnalato, all'interno di un bosco a prevalenza di acero. Questa parte del percorso necessita di attenzione e di una idonea preparazione. Si risale il versante detto Scoppio della Macchia e tra ampi panorami con suggestivi affacci sul monte Aspra, quindi sui monti Petano, Solenne e Fionchi, si giunge all'ampia radura di Prato Manente (1202 mt slm). Da ammirare la ricchezza di specie vegetali, tra cui l'acero di monte, il sorbo montano, il faggio. Un occhio attento sarà capace di individuare quanto resta di vecchi spiazzi di carbonaie, attività assai diffusa in tutta la Valnerina. Testi e foto a cura diAlessio SugoniGuida Escursionisticainfo@trekkinginumbria.itwww.trekkinginumbria.it    Attenzione. Il materiale pubblicato in questa sezione, costituito da foto, tracce GPS e brevi descrizioni degli itinerari, rappresenta un semplice suggerimento e non è assolutamente sufficiente per percorrere in sicurezza gli itinerari proposti. A tale scopo è indispensabile una personale esperienza nell'attività escursionistica, una idonea capacità di orientamento (anche strumentale), nozioni del primo soccorso ed eventualmente il ricorso alle figure professionali abilitate nell'accompagnamento. Pertanto il compilatore e l'Ente declinano qualsiasi responsabilità collegata all'utilizzo dei contenuti di questo sito.
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Prato Manente-Pelosa
DISLIVELLO: 465 mtDIFFICOLTÀ: ESVILUPPO: 4,250 KmDURATA: 2h 00' .ca all'andataSEGNALETICA: parziale con segnavia bianco-rossi,  L'itinerario si svolge all'inizio lungo un percorso scalinato che è quanto resta di una antica mulattiera utilizzata per raggiungere i pascoli alti. Superato il bivio per l'Eremo di S. Antonio, si prosegue zigzagando su sentiero ben segnalato da segnavia di colore bianco-rosso, con bellissimi ed improvvisi affacci sul paese di Polino e sui monti Torrinara e Petano. Un'ultima svolta a destra ci immette nella strada asfaltata che collega Polino alla località Salto del Cieco ed alla città di Leonessa. Percorso un breve tratto di strada si giunge alla Fonte Moriconi dove si abbandona la strada per imboccare un sentiero, non sempre ben segnalato, all'interno di un bosco a prevalenza di acero. Questa parte del percorso necessita di attenzione e di una idonea preparazione. Si risale il versante detto Scoppio della Macchia e tra ampi panorami con suggestivi affacci sul monte Aspra, quindi sui monti Petano, Solenne e Fionchi, si giunge all'ampia radura di Prato Manente (1202 mt slm). Da ammirare la ricchezza di specie vegetali, tra cui l'acero di monte, il sorbo montano, il faggio. Un occhio attento sarà capace di individuare quanto resta di vecchi spiazzi di carbonaie, attività assai diffusa in tutta la Valnerina. Testi e foto a cura diAlessio SugoniGuida Escursionisticainfo@trekkinginumbria.itwww.trekkinginumbria.it   Attenzione. Il materiale pubblicato in questa sezione, costituito da foto, tracce GPS e brevi descrizioni degli itinerari, rappresenta un semplice suggerimento e non è assolutamente sufficiente per percorrere in sicurezza gli itinerari proposti. A tale scopo è indispensabile una personale esperienza nell'attività escursionistica, una idonea capacità di orientamento (anche strumentale), nozioni del primo soccorso ed eventualmente il ricorso alle figure professionali abilitate nell'accompagnamento. Pertanto il compilatore e l'Ente declinano qualsiasi responsabilità collegata all'utilizzo dei contenuti di questo sito.
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